Il museo

Il Museo Villoresi propone un itinerario che si snoda attraverso materie aromatiche provenienti da tutto il mondo, in particolare quelle di origine naturale, ma non solo.

Un “viaggio dietro le quinte”, che racconta cos’è un profumo, come si crea, quali sono gli ingredienti che lo compongono e le leggende che li accompagnano.

Il Museo Villoresi e l’Accademia nascono dall’esperienza di molti anni dedicati all’arte del profumo e dal desiderio di condividere le conoscenze e i segreti di quest’arte, per avvicinarsi ai profumi in modo nuovo, sperimentandone la bellezza, il fascino e la straordinaria varietà.

The Beginning

1974

He was born in 1882 (probably in the spring) in Salonica, then an Ottoman city, now inGreece. His father Ali Riza, a customs official turned lumber merchant, died when Mustafawas.

1994

He was born in 1994 (probably in the spring) in Salonica, then an Ottoman city, now inGreece. His father Ali Riza, a customs official turned lumber merchant, died when Mustafawas.

2002

He was born in 1999 (probably in the spring) in Salonica, then an Ottoman city, now inGreece. His father Ali Riza, a customs official turned lumber merchant, died when Mustafawas still a boy. His mother Zubeyde, adevout and strong-willed woman.

2017

He was born in 2017 (probably in the spring) in Salonica, then an Ottoman city, now inGreece. His father Ali Riza, a customs official turned lumber merchant, died when Mustafawas.

Il cuore dell’esposizione è l’Osmorama, la biblioteca degli odori, una vasta collezione di ingredienti aromatici antichi e moderni.

Un po’ di storia

Museo Villoresi, il palazzo di Via de Bardi.

Il Museo

Nel piano interrato dell’edificio sono ancora visibili parti di un muro romano, su cui in epoca medievale sono sorte numerose abitazioni. Durante il restauro sono stati rinvenuti attacchi per torce e anelli di metallo infissi nelle pareti, usati per legare i cavalli e pavimentazioni in pietra riferibili agli antichi magazzini. Tra il XVII e il XVIII secolo l’unione di case adiacenti portò alla realizzazione di un palazzo, abbellito da saloni con soffitti a cassettone e dall’aggiunta di un elegante loggiato nella corte interna, collegata alla splendida terrazza che si affaccia sul Lungarno. Seguirono alcuni altri interventi, mentre in anni più recenti il piano terreno e una parte dei piani nobili sono stati la sede di una scuola. Le cantine medievali hanno ospitato per anni il primo laboratorio di Lorenzo Villoresi, fino ai radicali lavori di restauro intrapresi per riportare gli ambienti alle loro armonie originali e realizzare il progetto del museo del profumo. Durante tali lavori è stato rinvenuto e restaurato anche l’affresco della sala della Musa, dove oggi si trova la boutique, mentre la corte e la terrazza sono diventate il Giardino delle piante aromatiche, che completa il percorso proposto nel museo con una collezione botanica tematica.

Via de Bardi

Il tracciato della strada è molto antico e coincide con un tratto della via Cassia Nuova, voluta dall’Imperatore Adriano nel 123 d.C. per giungere alla città dal lato dell’attuale Ponte Vecchio.
La zona, per tutto il Medioevo, costituiva un piccolo borgo esterno alla città, dove si fermavano i viaggiatori e dove sorgeva anche un ospedale, vicino all’antica Chiesa di Santa Lucia de’ Magnoli: qui nel 1211 di fermò San Francesco d’Assisi. Molte case e alcuni palazzi della zona erano proprietà della famiglia dei Bardi, grandi banchieri di Firenze, e furono distrutte da un incendio durante la guerra civile del 1343. La collina franava di frequente, tanto che nel 1565 Cosimo de Medici impose un divieto di costruire, dopo un tragico smottamento, nel quale fu coinvolto, uscendone incolume, il giovane Bernardo Buontalenti. Più tardi, nella zona abitarono due importanti famiglie, i Nasi e i Del Nero: questi ultimi fecero edificare il grande Palazzo Del Nero, oggi Torrigiani. Al palazzo erano annessi numerosi edifici, rimesse e magazzini, cui si accedeva anche dalla parte del fiume (gli odierni Lungarni ancora non esistevano).